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Vernice, termoplastico, bicomponente e laminato messi a confronto, con le classi UNI EN 1436.
Materiali · Piemonte
Il termoplastico si scioglie in caldaia, si stende sulla strada e indurisce raffreddandosi. Lo proponiamo a Comuni, enti e imprese del Piemonte dove le ruote passano di continuo e la vernice andrebbe ripassata troppo spesso.
La segnaletica orizzontale termoplastica usa un materiale che a temperatura ambiente è solido e senza solventi. Scaldato oltre 180 °C diventa liquido, si stende a spruzzo, colato o estruso e, raffreddandosi, torna solido e transitabile; il calore scioglie il bitume in superficie e i due materiali si saldano. Lascia uno strato più spesso della vernice e conviene su strade trafficate, attraversamenti e linee di arresto, con fondo asciutto e pulito.
Il materiale
È una miscela solida a temperatura ambiente e senza solventi, che diventa lavorabile solo con il calore: in caldaia supera i 180 °C e si trasforma in un liquido denso.
Aderisce in modo diverso dalla vernice. Il materiale caldo scioglie lo strato superficiale del bitume e, raffreddandosi, si salda con esso: più che incollato, resta fuso con la pavimentazione. Per lo stesso motivo, su un fondo non bituminoso come il calcestruzzo questo aggancio manca, e va verificato con la scheda del prodotto se serve un primer o un altro materiale.
Le microsfere di vetro, che rendono la striscia visibile di notte, possono essere già nell’impasto (UNI EN 1424) oppure sparse sulla superficie ancora calda (UNI EN 1423). Le proprietà fisiche del termoplastico come materiale di base sono trattate dalla UNI EN 1871.
Esiste anche il termoplastico preformato: lettere, frecce e simboli già sagomati in fabbrica, che sul posto si fondono sull’asfalto con il calore.
La posa
Le fasi sono sempre le stesse; cambia il modo in cui il materiale caldo arriva a terra.
Superficie asciutta e pulita, senza polvere, olio o grasso. Poi si segna a terra la posizione delle strisce, riprendendo quelle esistenti o il progetto dell’ente.
Il materiale si scioglie in caldaia oltre i 180 °C e resta alla temperatura indicata dal produttore fino alla stesa.
A spruzzo, oppure colato o estruso. Una presentazione tecnica ANAS indica le versioni estruse o colate per le situazioni di usura più forte.
Sul materiale ancora caldo si spargono microsfere ed eventuali granuli antiderapanti. Quando si è raffreddato e solidificato, si torna a passare.
Dove conviene
Per le linee lunghe vedi la tracciatura di mezzerie e linee di corsia; per le zebre, la pagina sugli attraversamenti pedonali.
Strisce continue e acqua piovana. Se una striscia longitudinale continua è in materiale plastico e ha spessore da 1,5 mm in su, il Regolamento del Codice della strada chiede di interromperla per far scorrere l’acqua; in ogni caso nessun segnale orizzontale deve sporgere più di 3 mm (art. 137, comma 3). Le interruzioni le prevediamo già nel tracciamento.
Confronto
| Aspetto | Termoplastico | Vernice spartitraffico | Bicomponente a freddo |
|---|---|---|---|
| Come indurisce | Si raffredda e torna solido | Asciuga: evapora il solvente o l’acqua | Reazione chimica con il catalizzatore |
| Spessore | A spessore | Strato sottile | A spessore |
| Attrezzatura | Caldaia e macchina a caldo | Macchina traccialinee | Macchina con miscelazione, oppure a mano |
| Riapertura | Quando si è raffreddato | Quando la pittura è asciutta | A reazione completata |
| Diffusione in Italia | Molto usato, insieme alle vernici a solvente | Molto usata | Meno diffuso: posa più complessa |
| Punto delicato | Fondo umido o non bituminoso | Tenuta nei punti di forte usura | Dosaggio e tempi di reazione |
Rispetto alla vernice, il termoplastico chiede più attrezzatura e un cantiere a caldo, ma lo strato che lascia è pensato per i tratti in cui il traffico non si ferma mai. Rispetto al bicomponente è più diffuso e la posa è più semplice da organizzare.
Le condizioni precise sono nella scheda tecnica di ogni prodotto. Per esempio, le istruzioni di un produttore di termoplastico preformato indicano fusione a 200-220 °C, aria ad almeno 5 °C e superficie priva di umidità, pulita e senza oli: indicazioni tipiche di quel prodotto, non limiti di legge.
In Piemonte la stagione utile va di solito dalla primavera all’inizio dell’autunno: d’inverno, tra freddo e umidità, le giornate adatte sono poche.
Per la riapertura non esiste un tempo fisso: la striscia è transitabile quando si è raffreddata, e questo dipende da aria, asfalto e quantità di materiale steso. Lavoriamo per tratti, secondo l’ordinanza e lo schema di traffico decisi dall’ente: mentre un tratto si raffredda, si passa al successivo.
Il termoplastico nasce per reggere dove la vernice si consuma presto, ma una durata valida per tutte le strade non esiste: contano traffico, posizione della striscia, inverni con neve e sale, qualità della posa. Come e quando si consumano le strisce lo spieghiamo nella guida su quanto dura la segnaletica orizzontale.
Per la manutenzione conta il controllo notturno: una striscia può sembrare integra di giorno e rendere poco con i fari. Se serve un ripasso, verifichiamo prima lo strato esistente: se è ben aderente si può ripassare, se è staccato conviene toglierlo.
Se il capitolato fissa classi di prestazione secondo la UNI EN 1436, scegliamo prodotto e microsfere per rispettarle. I lavori in cui lo usiamo sono nella pagina dei servizi di segnaletica.
Domande frequenti
Di norma sì, a parità di strada e di traffico, perché forma uno strato più spesso ed è pensato per i punti più sollecitati. Il vantaggio si vede dove le strisce si consumano in fretta; su una via poco trafficata la vernice, ripassata con regolarità, può bastare e costa meno.
Non deve esserlo: il Regolamento vuole segnali orizzontali in materiali antisdrucciolevoli (art. 137, comma 3). Sul materiale caldo si spargono granuli antiderapanti insieme alle microsfere, e l’aderenza si misura in unità SRT secondo la UNI EN 1436, dove la classe S1 parte da 45 SRT.
Appena si è raffreddato e indurito. Un numero valido sempre non c’è: dipende da aria, strada e spessore steso. Durante il lavoro resta chiuso o protetto solo il tratto appena fatto, secondo le fasi concordate con l’ente.
Sì, ma non subito dopo la stesa del manto: l’asfalto deve essere freddo, asciutto e pulito, e vanno seguite le indicazioni della scheda del materiale. Come ci coordiniamo con chi asfalta lo spieghiamo nella pagina per le imprese edili e stradali.
Sì, soprattutto nella versione preformata: lettere, frecce e simboli già sagomati, che si fondono sull’asfalto con il calore e danno un disegno regolare. Forme, colori e posizioni restano quelli del Regolamento, come spieghiamo nella pagina su scritte, frecce e simboli.
Vernice, termoplastico, bicomponente e laminato messi a confronto, con le classi UNI EN 1436.
Il colato plastico che indurisce per reazione chimica, per incroci e rotatorie.
Mezzerie, linee di corsia e di margine su strade urbane e provinciali.
Sopralluogo e preventivo scritto
Indicaci il tratto e il traffico che lo percorre: dopo il sopralluogo ti diciamo per iscritto dove conviene il termoplastico e dove basta la vernice.