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Materiali per la segnaletica orizzontale: come scegliere

Vernice, termoplastico, bicomponente a freddo o laminato: come si distinguono i materiali per la segnaletica orizzontale, dove rendono meglio e cosa chiedere nel capitolato.

In breve

Per le strisce stradali si usano quattro famiglie di materiali: vernice spartitraffico, termoplastico, bicomponente a freddo (detto anche colato plastico) e laminato preformato, più le microsfere di vetro che rimandano la luce dei fari. Un materiale migliore in assoluto non c’è: si sceglie per traffico, punto della strada, fondo, stagione, durata voluta e tempo di chiusura possibile. In Italia vernici e termoplastici sono i più usati; bicomponente e laminato servono in punti più specifici.

I materiali

Quattro materiali per la segnaletica orizzontale

Cambiano per il modo in cui induriscono, per lo spessore che lasciano e per l’attrezzatura che serve a stenderli.

Vernice spartitraffico

Pittura stesa in strato sottile con la macchina traccialinee, in solvente (resina alchidica o acrilica) oppure in emulsione acquosa. È la scelta abituale per i ripassi: un capitolato comunale, per esempio, chiede che regga il traffico entro 30-45 minuti.

Laminato preformato

Strisce, scritte e simboli prodotti in fabbrica, fissati con adesivo, pressione o calore; comprende i laminati elastoplastici. È particolarmente indicato per la segnaletica provvisoria, da togliere in fretta.

Scegliere

Che materiale serve per la tua strada?

Al sopralluogo guardiamo cinque cose: le stesse da avere chiare quando si scrive un capitolato o si chiede un preventivo.

I lavori che facciamo, servizio per servizio

  • Traffico

    Quanti veicoli passano e quanti sono mezzi pesanti: una via residenziale e una provinciale battuta dai camion chiedono materiali diversi.

  • Punto della strada

    In rettilineo le ruote scorrono; agli incroci, nelle rotatorie e alle linee di arresto frenano e sterzano. Spesso conviene un materiale per ogni tipo di tratto.

  • Fondo

    Asfalto nuovo, consumato o calcestruzzo: l’adesione cambia. Il termoplastico, che si aggancia sciogliendo il bitume, su un fondo non bituminoso non ha lo stesso aggancio.

  • Stagione

    Ogni prodotto ha limiti di temperatura e umidità nella scheda tecnica. In Piemonte la finestra buona va dalla primavera all’inizio dell’autunno.

  • Durata e chiusura

    Quanto deve reggere il lavoro e per quanto la strada può restare chiusa. Se è prevista un’asfaltatura a breve, un materiale a spessore rischia di andare sprecato.

Confronto

Vernice, termoplastico, bicomponente e laminato a confronto

Un confronto a parole per lavori ordinari su asfalto. I valori precisi stanno nelle schede dei singoli prodotti.

MaterialeSpessoreDove si usa di solitoDurataRiapertura al trafficoCosto iniziale
Vernice spartitrafficoSottileRipassi periodici, traffico moderato, lunghi tratti di lineeLa più breve: va ripassata più spessoQuando la pittura è asciuttaIl più contenuto
TermoplasticoA spessoreStrade trafficate, attraversamenti, linee di arrestoPiù lunga della verniceQuando si è raffreddatoPiù alto della vernice
Bicomponente a freddoA spessore: un produttore indica da 1 a 3 mmIncroci, rotatorie, zone di frenata, superfici e simboliPiù lunga della vernice nei punti di forte usuraA reazione finita, secondo prodotto e temperaturaPiù alto della vernice
Laminato preformatoA spessore: un capitolato comunale chiede da 1,5 a 3 mmScritte e simboli, segnaletica provvisoriaLegata soprattutto all’adesione al fondoSecondo il sistema di fissaggioPiù alto della vernice
Sezione dell’asfalto con quattro strati bianchi affiancati: vernice, termoplastico, bicomponente a freddo e laminato preformato, disegnati con spessore crescente e con le microsfere in superficie
Schema indicativo, non in scala: gli spessori reali dipendono dal prodotto e dalla posa e possono sovrapporsi, quindi l’ordine del disegno non è una regola.

Il costo va letto insieme alla durata: un materiale più caro al metro può convenire in un incrocio e non su un rettilineo tranquillo. Come e quando si consumano le strisce lo spiega la guida su quanto dura la segnaletica orizzontale.

Il limite di legge vale per tutti. I segnali orizzontali devono essere antisdrucciolevoli e non sporgere più di 3 mm dalla pavimentazione; le strisce continue in materiale plastico da 1,5 mm in su vanno interrotte per far defluire l’acqua (Regolamento del Codice della strada, art. 137, comma 3).

Microsfere

Perché le strisce si vedono di notte e con la pioggia?

Di notte la striscia deve rimandare verso chi guida la luce dei fari. Lo fanno le microsfere di vetro, sparse sul materiale fresco (postspruzzate) o già mescolate nell’impasto (premiscelate).

Il Regolamento vuole segnali visibili di giorno e di notte, anche con pioggia o fondo bagnato (art. 137, comma 1). Con l’acqua un velo liquido copre le microsfere: per questo la UNI EN 1436 misura a parte il bagnato e la pioggia.

Granuli antiderapanti di vetro, corindone, cristobalite o ceramica riducono la scivolosità. Microsfere postspruzzate e granuli seguono la UNI EN 1423, quelle premiscelate la UNI EN 1424.

Di notte un’auto illumina con i fari una striscia bianca; nell’ingrandimento una microsfera di vetro nella striscia rimanda la luce verso il conducente
Il fascio dei fari entra nella microsfera, si riflette sul fondo della sfera e torna verso chi guida.

Cosa chiedere nel capitolato: le classi della UNI EN 1436

La UNI EN 1436:2018, in vigore dall’8 marzo 2018, fissa le prestazioni della segnaletica bianca e gialla per chi usa la strada e le divide in classi. Così il capitolato può chiedere un livello di visibilità e di aderenza, invece di un prodotto con un certo nome.

ParametroCosa misuraClassi (valori minimi)
RLVisibilità di notte su asciutto, con i fari, a 30 metriBianco permanente da R2 (100) a R5 (300) mcd·m⁻²·lx⁻¹
RWVisibilità di notte su bagnato, un minuto dopo aver bagnato la superficieDa RW1 (25) a RW6 (150) mcd·m⁻²·lx⁻¹
QdVisibilità di giorno, con luce diffusaBianco su asfalto da Q2 (100) a Q4 (160) mcd·m⁻²·lx⁻¹
βFattore di luminanza: quanto la striscia appare chiaraBianco su asfalto da B2 (0,30) a B5 (0,60)
SRTResistenza allo scivolamentoDa S1 (45) a S5 (65)

Il capitolato può aggiungere richieste proprie: un capitolato comunale, per esempio, vuole un’aderenza non inferiore all’80% di quella dell’asfalto vicino e comunque non sotto 45 SRT. Le norme di prodotto sono altre: UNI EN 1871 per i materiali di base, UNI EN 1790 per i preformati, UNI EN 1423 e 1424 per microsfere e granuli. I riferimenti del prodotto steso sono nelle schede tecniche che consegniamo all’ente.

Domande frequenti

Domande sui materiali

Quale materiale per la segnaletica dura di più?

Non c’è una classifica valida ovunque. Termoplastico, bicomponente e laminato sono materiali a spessore e in genere reggono più a lungo della vernice, ma la stessa striscia dura molto di più in rettilineo che in una rotatoria dove girano i camion. Per questo spesso combiniamo vernice sulle linee lunghe e materiale a spessore negli incroci.

Per un ripasso conviene la vernice o il termoplastico?

Sulle strade tranquille la vernice è la scelta più comune e costa meno. Dove la vecchia segnaletica sparisce in fretta, un materiale a spessore può ridurre i ripassi. Prima controlliamo cosa c’è già sotto, perché conta la compatibilità: ne parliamo nella pagina sul rifacimento della segnaletica orizzontale.

Si può stendere un materiale nuovo sopra quello vecchio?

A volte sì, se lo strato vecchio è ancora ben attaccato, pulito e compatibile con il nuovo secondo le schede tecniche. Altrimenti conviene una cancellazione della segnaletica fatta a regola: il Regolamento chiede di rimuovere i segni non più validi senza creare confusione (art. 137, comma 8).

Nel capitolato conviene indicare il materiale o le prestazioni?

Tutte e due. Il solo materiale non dice quanto la striscia si vedrà; le sole classi UNI EN 1436 lasciano aperte soluzioni molto diverse. Una formula chiara: materiale per tipo di tratto, classi minime di retroriflessione e aderenza, periodo in cui vanno mantenute.

Esistono criteri ambientali minimi per la segnaletica stradale?

Non criteri dedicati. I CAM Strade, adottati con il D.M. 5 agosto 2024, riguardano pavimentazioni, conglomerati bituminosi, prodotti da costruzione, cantiere e macchine: nel loro indice non c’è un criterio per la segnaletica orizzontale.

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