Rotatorie
Margini dell’anello, triangoli agli ingressi, frecce sui rami: segni su cui i veicoli sterzano di continuo.
Materiali · Piemonte
La segnaletica bicomponente si stende senza scaldarla e indurisce con una reazione chimica. La proponiamo a Comuni, enti e imprese del Piemonte nei punti in cui le ruote frenano, girano e ripartono.
Il bicomponente a freddo, detto anche colato plastico, è un materiale per segnaletica a base di resina metacrilica: al momento della posa si aggiunge un catalizzatore e la reazione, che sviluppa calore, lo fa indurire e lo lega alla pavimentazione. Forma uno strato spesso, che un produttore indica tra 1 e 3 mm, adatto a incroci, rotatorie e attraversamenti molto sollecitati. È meno diffuso di vernice e termoplastico perché la posa è più complessa.
Il materiale
Il nome dice come funziona. Il primo componente è a base di resina metacrilica; il secondo è un catalizzatore, aggiunto solo al momento della posa, di solito nella macchina poco prima della stesa. Mescolati, reagiscono: la reazione scalda l’impasto e lo trasforma in uno strato duro, legato all’asfalto.
«A freddo» vuol dire senza caldaia: il termoplastico si scioglie oltre i 180 °C, il bicomponente indurisce per via chimica.
Lo si sente chiamare anche «vernice bicomponente», ma non è una vernice: nella classificazione dei materiali per segnaletica i plastici a freddo sono una famiglia distinta dalle pitture, con spessore e modo di indurire diversi. Le sue proprietà fisiche come materiale di base rientrano nella UNI EN 1871; le microsfere si mescolano nell’impasto o si spargono sul materiale fresco.
Dove serve
Una presentazione tecnica ANAS lo mette, con il termoplastico, tra i prodotti ad alta durabilità: segnaletica ad alta resistenza all’usura, da usare dove la vernice andrebbe rifatta di continuo.
Margini dell’anello, triangoli agli ingressi, frecce sui rami: segni su cui i veicoli sterzano di continuo.
La linea di arresto continua è larga almeno 50 cm e sta proprio dove si frena e si riparte.
Strisce e intervalli larghi 50 cm, lunghi almeno 2,50 m sulle strade locali: tanta superficie bianca sotto le ruote.
Si stende anche a mano, su superfici piccole: adatto a iscrizioni che devono restare leggibili a lungo.
Simboli della bicicletta, frecce e superfici da evidenziare, nei colori ammessi e secondo le scelte dell’ente.
Tratti prima dei semafori, discese verso un incrocio, ingressi di aree industriali dove i camion girano da fermi.
In una rotatoria non tutti i segni si consumano allo stesso modo. Ingressi e anello, dove si sterza, sono i punti in cui un materiale a spessore ripaga di più; le linee sui rami, percorse in rettilineo, spesso reggono bene anche in vernice o termoplastico. Nel preventivo indichiamo il materiale segno per segno.
Sulla strada bagnata un velo d’acqua copre le microsfere e di notte la striscia rende molto meno. Il Regolamento del Codice della strada chiede segnali visibili anche con pioggia o fondo bagnato e ammette materiali particolari dove queste condizioni sono frequenti (art. 137, comma 1).
Il bicomponente permette la finitura strutturata, a piccoli rilievi invece che liscia: secondo un produttore di resine, l’acqua defluisce tra i rilievi e le microsfere in cima restano sopra il velo d’acqua. La resa su bagnato si misura con il coefficiente RW della UNI EN 1436, e il capitolato può fissarne la classe, da RW1 a RW6.
I rilievi non autorizzano spessori a piacere: fino a 6 mm si arriva solo con gli elementi in rilievo delle strisce di margine di autostrade ed extraurbane principali (art. 141, comma 5). Altrove, per la segnaletica permanente, il limite è 3 mm (art. 137, comma 3).
La posa
Superficie asciutta e pulita, senza polvere né grasso. Per aree e simboli si delimitano prima i bordi del disegno.
Resina e catalizzatore si uniscono all’ultimo momento: nella macchina, per le strisce, oppure a mano per piccole superfici. Da lì il tempo per lavorare è limitato.
Nello spessore previsto dalla scheda del prodotto: per le marcature di area un produttore indica da 1 a 3 mm, a mano o con macchina.
Sul materiale fresco si spargono microsfere e, se serve, granuli antiderapanti. La strada si riapre quando la reazione è finita.
Il tempo di indurimento dipende dalla formulazione e dalla temperatura dell’aria e del fondo, e lo indica la scheda tecnica. Negli incroci e nelle rotatorie lavoriamo per settori, lasciando un passaggio aperto quando lo schema di traffico deciso dall’ente lo permette.
Pro e contro
Scegliere
| Situazione | Cosa valutiamo di solito | Perché |
|---|---|---|
| Rettilineo di una strada provinciale | Vernice o termoplastico | Le ruote scorrono e conta coprire molti metri in poco tempo |
| Rotatoria o incrocio con mezzi pesanti | Bicomponente, o termoplastico colato | Frenate e sterzate concentrate in pochi metri |
| Attraversamento davanti a una scuola | Bicomponente o termoplastico | La zebra deve restare leggibile tutto l’anno scolastico |
| Scritte e simboli | Bicomponente a mano o termoplastico preformato | Disegno preciso e strato resistente |
| Strada da riasfaltare entro poco | Vernice | Un materiale a spessore non avrebbe il tempo di ripagarsi |
| Tratto spesso bagnato di notte | Bicomponente con finitura strutturata | L’acqua defluisce tra i rilievi |
Quanti anni dura non lo diciamo a priori: cambia da un incrocio all’altro. Il confronto utile è con quante volte andrebbe ripassata la vernice nello stesso punto; il resto lo spiega la guida su quanto dura la segnaletica orizzontale. Tutte le alternative sono nel confronto tra i materiali per la segnaletica.
Domande frequenti
Nel linguaggio di cantiere spesso sì: sono nomi per i plastici a freddo a due componenti. «Vernice bicomponente» però è impreciso, perché le vernici sono un’altra famiglia, stesa in strato sottile. Nei preventivi scriviamo tipo di materiale e prodotto, per evitare equivoci.
Quando la reazione è completa e il materiale è duro. Il tempo non è fisso: dipende da formulazione e temperatura, ed è scritto nella scheda tecnica. Nel programma dei lavori lo prevediamo tratto per tratto, così l’ente sa quali corsie restano chiuse e in che ordine.
Quasi mai. Dà il meglio nei punti di forte usura; sui rettilinei lunghi vernice o termoplastico si stendono più in fretta e costano meno. La soluzione che proponiamo più spesso è mista: materiale a spessore a incroci, attraversamenti e rotatorie, vernice sul resto.
Il materiale si presta a stendere superfici, ma il colore non lo decide chi posa. Il Regolamento ammette bianco, giallo, azzurro e giallo alternato al nero, più i colori della segnaletica verticale quando un segnale è ripetuto a terra (art. 137, comma 5). La scelta spetta all’ente: vedi la pagina sulle piste ciclabili.
Perché la posa è più delicata: servono attrezzature per miscelare i due componenti e attenzione a tempi di lavorazione e condizioni del fondo. Noi lo proponiamo quando il punto lo richiede, non come scelta di serie.
Il materiale steso a caldo per strade trafficate, attraversamenti e linee di arresto.
Le quattro famiglie a confronto, con microsfere e classi della UNI EN 1436.
I fattori che accorciano la vita delle strisce e i segnali che è ora di rifarle.
Sopralluogo e preventivo scritto
Mandaci la posizione e qualche foto: dopo il sopralluogo ti proponiamo per iscritto dove usare il bicomponente e come dividere il lavoro in fasi.