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Quanto dura la segnaletica orizzontale e quando va rifatta

Sulle strisce non c’è stampata una scadenza, ma ci sono segnali precisi che dicono quando vanno rifatte.

Aggiornata a ottobre 2026 · Lettura di 6 minuti

In breve

Quanto dura la segnaletica orizzontale non si può dire con un numero valido per tutte le strade: dipende dal materiale, da quante ruote passano sulla striscia, dal clima e da come è stata stesa. Va rifatta quando non è più ben visibile di giorno, di notte o sul bagnato, come chiede il Regolamento del Codice della strada. La norma UNI EN 1436 lo misura con parametri precisi: Qd di giorno, RL di notte, RW sul bagnato e SRT per l’aderenza.

Da cosa dipende la durata della segnaletica orizzontale?

Due strisce stese lo stesso giorno, con lo stesso prodotto, possono invecchiare in modo molto diverso. Contano cinque fattori.

  • Materiale e spessore. La vernice forma uno strato sottile; termoplastico e bicomponente a freddo uno più spesso, con più materiale da consumare prima di scoprire l’asfalto.
  • Traffico e punto della strada. Una mezzeria in rettilineo viene toccata di rado; linee di arresto, strisce pedonali e rotatorie si consumano a ogni frenata e sterzata, tanto più se passano camion, autobus e macchine agricole.
  • Clima, neve e sale. Gelo, sale antighiaccio e lame degli spazzaneve raschiano la superficie: dove d’inverno si interviene spesso, le strisce invecchiano prima.
  • Il fondo. Su un asfalto pulito, asciutto e compatto il materiale si aggrappa bene; su un fondo sporco o che si sgretola tende a staccarsi.
  • La qualità della posa. Pulizia, temperatura e umidità adatte, dosi uniformi di materiale e microsfere: un errore qui pesa su tutta la vita della striscia.

Vernice, termoplastico, bicomponente: come si consumano

Un numero di anni valido ovunque non esiste, per cui il confronto più onesto è quello relativo.

Confronto qualitativo: la durata reale dipende dai fattori elencati sopra.
MaterialeStratoCome invecchiaDove regge meglio
Vernice spartitrafficoSottileSi assottiglia presto sotto le ruote: va ripassata più spessoRettilinei, traffico moderato, ripassi periodici
TermoplasticoPiù spesso, steso a caldoRegge meglio il traffico continuo; si salda al bitume della superficieStrade trafficate, linee lunghe, attraversamenti
Bicomponente a freddoSpesso, indurito da una reazione chimicaAlta: strato spesso e tenace, scelto dove l’usura è più forteIncroci, rotatorie, zone di frenata
Laminato preformatoPronto, fatto in fabbricaDipende molto dall’adesione al fondo: conta la scheda del produttoreSimboli, scritte, segnaletica provvisoria

Per scegliere il prodotto di un lavoro vedi i materiali per la segnaletica orizzontale e le pagine sul termoplastico e sul bicomponente a freddo.

Come si capisce che la segnaletica va rifatta?

Il Regolamento chiede che tutti i segnali orizzontali siano visibili di giorno e di notte, anche con pioggia o fondo bagnato, e sempre efficienti (art. 137 del Regolamento). Sono prove diverse, e una striscia può superarne una e fallire le altre.

Di giorno: il contrasto con l’asfalto

Scritta STOP e strisce pedonali su una strada urbana: la vernice è scolorita e in più punti lascia vedere l’asfalto
Foto di esempio · Ensahequ, CC BY-SA 4.0

La prima cosa che si nota è il colore: la striscia ingrigisce e si confonde con il fondo. La UNI EN 1436 misura la visibilità diurna con il coefficiente Qd, cioè la luminanza in luce diffusa, oppure con il fattore di luminanza β.

Di notte: la luce che torna ai fari

Di notte si vede solo la luce che la striscia rimanda a chi guida, grazie alle microsfere di vetro sparse sul materiale fresco o mescolate dentro. Il parametro è RL, il coefficiente di luminanza retroriflessa: indica quanto appare luminosa la striscia a un conducente che la guarda da 30 metri con i propri fari. Con l’usura la superficie rimanda meno luce, e una linea ancora bianca di giorno può spegnersi di notte.

Scena notturna: il fascio dei fari di un’auto colpisce la striscia sull’asfalto e, nell’ingrandimento, una microsfera di vetro rimanda la luce verso il conducente
La luce dei fari entra nella microsfera e torna verso chi guida: se le microsfere si consumano, di notte la striscia si spegne.

Sul bagnato e con la pioggia

Un velo d’acqua copre le microsfere e la linea scompare. Per questo la norma prevede la misura RW su fondo bagnato, fatta un minuto dopo aver bagnato la superficie, e una misura in condizioni di pioggia (RR).

L’aderenza

Le strisce devono essere antisdrucciolevoli (art. 137, comma 3), e la resistenza allo scivolamento si misura in unità SRT. Un capitolato comunale, per esempio, chiede che non scenda sotto l’80% di quella della pavimentazione vicina e comunque non sotto 45 SRT.

Qd, RL e RW in mcd·m⁻²·lx⁻¹. Classi dalla sintesi ANAS della linea guida UNI/TR 11670; la classe da rispettare la sceglie il capitolato.
ParametroCosa misuraEsempi di classi
QdVisibilità di giorno, in luce diffusaBianco su asfalto: Q2 ≥ 100, Q3 ≥ 130, Q4 ≥ 160
βVisibilità di giorno, quando si usa al posto di QdBianco su asfalto: da B2 ≥ 0,30 a B5 ≥ 0,60
RLVisibilità di notte con i fari, su asciuttoBianco permanente: R2 ≥ 100, R3 ≥ 150, R4 ≥ 200, R5 ≥ 300
RWVisibilità di notte su fondo bagnatoDa RW1 ≥ 25 a RW6 ≥ 150
SRTResistenza allo scivolamentoDa S1 ≥ 45 a S5 ≥ 65

In pratica la norma non dice dopo quanti anni rifare una striscia: dice come verificare se funziona ancora. Quando le misure scendono sotto la classe chiesta dal capitolato, o quando a vista la linea non si legge più di notte o sul bagnato, è ora di rifarla.

Tre controlli che puoi fare senza strumenti

  1. Di giorno, guarda i punti dove si frena e si gira: incroci, attraversamenti, ingressi delle rotatorie.
  2. Di sera, percorri le stesse strade con gli anabbaglianti e segna le linee che non si accendono.
  3. Dopo una pioggia ripeti il giro: è lì che emergono i tratti peggiori. Annota via e tratto, con qualche foto.

L’errore più comune. Giudicare le strisce solo di giorno e con l’asciutto. Visibilità diurna e retroriflessione notturna sono misure diverse: una striscia ancora bianca può rimandare poca luce ai fari e sparire sotto la pioggia.

Come far durare di più le strisce?

  • Materiali diversi nei punti diversi. Il prodotto più resistente dove si frena e si sterza, quello più semplice sui rettilinei, anche nello stesso lavoro.
  • Ripassi prima che la linea sparisca. Una striscia ancora leggibile fa da guida al ripasso.
  • Posa nella stagione giusta. Fondo asciutto e pulito, temperature adatte al prodotto: i lavori si concentrano tra primavera e inizio autunno.
  • Un giro di controllo dopo l’inverno. Neve e sale lasciano il segno: è il momento di programmare i ripassi dell’anno.

Cosa facciamo noi

Rileviamo lo stato delle strisce, di giorno e se serve di sera, proponiamo per ogni tratto il materiale adatto al traffico e ripassiamo o rifacciamo la segnaletica con il servizio di rifacimento della segnaletica orizzontale. Per chi programma la manutenzione di un’intera rete c’è la pagina sulla segnaletica per i Comuni.

Domande frequenti

Durata e controlli: le domande più comuni

La legge stabilisce quanto deve durare la segnaletica orizzontale?

No, nessuna norma fissa un numero di anni. Il Regolamento del Codice chiede che la segnaletica sia mantenuta sempre efficiente, visibile di giorno, di notte e sul bagnato. Le prestazioni da garantire, con le classi della UNI EN 1436, le fissa di solito il capitolato dell’ente.

Perché le strisce agli incroci si consumano prima delle altre?

Perché lì le ruote passano sulla segnaletica di continuo: si frena davanti alla linea di arresto, si sterza, si riparte. In rettilineo i veicoli restano in corsia e toccano la mezzeria di rado. Per questo agli incroci conviene un materiale più resistente.

Chi misura la retroriflessione delle strisce?

Si misura con strumenti dedicati, di solito quando il capitolato fissa una classe minima o un controllo a fine lavori. Chi fa le misure e quando lo stabiliscono l’ente e il contratto; se sono previste, ne teniamo conto nella scelta dei materiali e concordiamo come organizzarle.

Conviene ripassare prima che le strisce spariscano del tutto?

Sì. Finché la linea si legge, il ripasso ne segue il disegno e non serve ritracciarla da zero. Se si aspetta troppo il lavoro diventa un rifacimento completo, e nel frattempo la strada resta con una segnaletica poco visibile.

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